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Coraggio e paureItaliano

La lucciola di Teo

«Stasera dormo sulla piattaforma!» dice Teo, e stringe forte il barattolo.

La piattaforma sta in cima all'albero, tra tre rami robusti. Dentro il barattolo c'è una lucciola, che il nonno gli ha affidato per un giorno intero. Teo deve darle una foglia umida e tenerla all'ombra. Quando viene buio, deve lasciarla andare.

Tutto il giorno Teo aspetta. Ancora un pochino, pensa. Ma la sera arriva e il buio arriva con lei, grande e nero.

Teo sale la scala. Sotto, il cancello del giardino si chiude e canta la sua solita canzoncina: «Din-do-ron-dò». Lì il buio sembra un po' meno grande.

Sulla piattaforma, però, il buio è tutto intorno. Teo accende la torcia. Il cerchio di luce è piccolo e le ombre dietro sono enormi.

«Lucciola, accenditi anche tu», sussurra.

La lucciola non si accende. Sta ferma sulla foglia.

Teo prova con la coperta. Se ne mette un pezzo sulla testa e non vede più niente. Allora la tira giù. Il buio è ancora lì.

«Uffa», dice Teo. E lo dice così forte che il barattolo trema.

Poi la lucciola fa un piccolo lampo. Si spegne. Ne fa un altro.

Teo ci pensa. La lucciola non si accendeva perché la torcia era più forte di lei. Così Teo spegne la torcia. Click.

Subito il buio è più grande, ma in mezzo c'è una lucina gialla. Piano piano, la lucina si accende. Piano piano, si spegne. Sembra una stellina caduta nel barattolo.

«Ecco perché ti serve il buio», dice Teo. «Per farti vedere.»

Apre il coperchio. La lucciola sale sul bordo, scuote le ali e vola via. Passa tra i rami, poi sopra la scala, poi in basso, fino al cancello.

Il cancello si apre un pochino, spinto dal vento, e canta: «Din-do-ron-dò».

Teo si sdraia sotto la coperta. Guarda la lucina che va e viene tra le foglie, piano piano, finché non la vede più. Sente il vento tra i rami, e il suo respiro che rallenta.