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Coraggio e paureItaliano

Il tuono di Nina

Nina aveva una sola cosa che nessun altro bambino aveva: un orecchio che si muoveva da solo. Quando sentiva un rumore forte, l'orecchio sinistro faceva un saltino.

Quella notte fuori c'era un temporale. Nina voleva dormire, ma l'orecchio saltava a ogni botto.

«Non riesco a dormire» disse a Briciola, la sua cagnolina, che russava sul tappeto.

Briciola aprì un occhio, poi lo richiuse. Lei era lì perché il tappeto era caldo, non per altro.

Nina provò a mettere il cuscino sulla testa. BUM! L'orecchio saltò lo stesso.

Provò a contare le gocce sul vetro. Ma erano troppe e si confondevano.

Allora decise di andare in cucina a prendere un biscotto. Prese la scorciatoia: il corridoio piccolo, dietro l'armadio. Era più corto, di solito.

Ma quella notte il corridoio piccolo finiva contro una scatola di giochi. Nina spinse. La scatola non si mosse. Il coperchio era chiuso e la scatola era troppo pesante. Dovette tornare indietro e fare il giro lungo, quello grande, passando davanti alla porta d'ingresso.

«La scorciatoia era la strada più lunga» sussurrò.

In cucina la finestra era aperta di una fessura. Nina si sporse e vide il giardino. Le pozzanghere erano piene di pioggia. Un tuono fece tremare i vetri, e nel giardino una pozzanghera fece: «Bum!»

Nina rimase ferma. Aspettò. Un altro tuono, e un'altra pozzanghera rispose: «Bum!» Come un tamburo.

Nina rise. Ora il tuono arrivava dal cielo e la risposta dalla terra.

«Tuono grande, pozzanghera piccola» disse piano.

Tornò a letto con il biscotto in mano. Briciola le fece posto sulla coperta.

BUM, fece il cielo. E, lontano, bum, rispose il giardino.

L'orecchio di Nina saltò, ma questa volta piano piano, a tempo, come se ballasse. Poi smise di saltare, e si sentì solo la pioggia sul vetro e il respiro di Briciola.