Coraggio e paureItaliano
Il Faro di Bruno
Il faro stava in cima alla scogliera, e dalla stanza in alto si vedeva tutta la baia.
Lì viveva Bruno, un esploratore piccolo così, con il cappello di carta e una bussola di latta. Bruno voleva fare una cosa grande: portare la lettera di nonna Rina al vecchio Tito, che abitava dall'altra parte del ponte di sassi.
«Vado io», disse Bruno. «Sono un esploratore.»
Il ponte di sassi era fatto di pietre rotonde in mezzo all'acqua. Alcune erano asciutte. Altre erano bagnate e scivolose.
Bruno mise un piede sul primo sasso. Poi sul secondo. Al terzo, il piede scivolò. «Ooops!» Con una mano si tenne forte alla lettera. Con l'altra no. Sul quarto sasso si sedette, tutto bagnato.
«Provo un'altra volta», disse.
Provò correndo, e scivolò. Provò con le braccia aperte come un uccello, e quasi cadde in acqua. Il ponte era lungo, e la lettera era piccola e un po' umida.
Sulla riva c'era la bollitrice di nonna Rina, che fischiava una canzoncina per ogni persona che la riempiva. Per Bruno fischiava sempre la stessa: tiii-ti-tiii!
Bruno la guardò. Poi guardò i sassi. Poi capì una cosa.
«I sassi scuri sono bagnati», disse piano. «Quelli chiari sono asciutti!»
Si mise la lettera nel cappello e il cappello in testa. Adesso aveva tutte e due le mani libere.
Passo piano sul sasso chiaro. Poi sul sasso chiaro. Poi sul sasso chiaro.
Una rana saltò fuori da un buco, disse «Cra!» e tornò dentro, perché stava solo cercando il suo sole.
Bruno arrivò dall'altra parte. Tito aprì la porta e prese la lettera dal cappello. Era un po' storta, ma intera.
«Sei passato dal ponte?» chiese Tito.
«Sì. Sui sassi chiari.»
Tito sorrise e mise sul fuoco la sua bollitrice. Poi, dalla finestra, Bruno sentì arrivare una canzoncina: tiii-ti-tiii!