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Stagioni e meteoItaliano

Una foglia in cerca di casa

«Questa è la mia!» disse Lia, e alzò in alto una foglia rossa.

Lia aveva un cesto di vimini e un'idea precisa. Voleva fare un tappeto di foglie davanti alla porta di casa, un tappeto tutto rosso, senza nemmeno una foglia gialla. Il nonno le aveva detto che da piccolo ne faceva uno ogni autunno. Ma non ricordava più come.

«Foglie rosse, foglie rosse», cantò Lia, e le mise in fila sui gradini.

Fece un soffio il vento. Frr! Le foglie volarono via, una qua, una là, fin sotto la siepe.

Lia le raccolse tutte e le rimise in fila. Poi tornò il vento, e le foglie volarono di nuovo.

«Uffa», disse Lia. «Non stanno ferme.»

Provò con un sasso su ogni foglia. Ma i sassi erano pochi, e le foglie tante. Provò a pestarle con i piedi, ma si strapparono, crick, crack.

Si sedette sull'ultimo gradino. Guardò il cesto. Guardò il prato. Sotto il melo c'era un riccio, che portava foglie nella sua tana, una dopo l'altra, per farsi il letto.

Il riccio non guardava Lia. Faceva il suo lavoro. Infilava la foglia nella terra, la pigiava un poco, e la foglia restava lì, ferma.

«Ah!» disse Lia. «Ferma, perché è dentro la terra.»

Corse in giardino con una paletta. Fece un solco lungo lungo davanti alla porta. Poi mise le foglie in piedi nel solco, una vicina all'altra, come libri su uno scaffale, e con le mani spinse la terra intorno.

Il vento tornò. Le foglie rosse tremarono, ma restarono dove stavano.

«Foglie rosse, foglie rosse», cantò Lia.

Dalla finestra il nonno guardava e sorrideva. Sotto il melo il riccio sbuffò, si girò e si accomodò nel suo letto di foglie. Il vento passava sul tappeto, e le foglie frusciavano piano, tutte insieme.