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Stagioni e meteoItaliano

Il bottone giallo

Quel mattino Pia trovò un bottone giallo che suonava, fuori dalla porta di casa. Era grande come una moneta e stava in mezzo a una pozzanghera. Quando la pioggia lo toccava, faceva: plin, plin.

Pia aveva un ombrello rosso e voleva solo una cosa: saltare nelle pozzanghere con la sua amica Rana. Ma la mamma aveva detto: «Prima mettiti gli stivali, Pia».

Gli stivali non c'erano. Pia guardò sotto il letto. Guardò dietro la porta. Plin, plin, faceva il bottone, ma gli stivali niente.

«Dove sono finiti?» chiese Pia.

Rana saltò sul davanzale. Lei amava la pioggia e non aveva bisogno di stivali. Gracidò forte e se ne stette a guardare.

Pia pensò: «Forse sono in cucina». Corse in cucina. Niente stivali. Allora si fermò e ascoltò. Plin, plin, plin. Il suono veniva da fuori, ma anche da un altro posto, più vicino.

«Ah!» disse Pia. «Che strano.»

Seguì il suono con le orecchie, non con gli occhi. Plin, plin. Era nello sgabuzzino. Pia aprì la porta e vide una scatola che gocciolava. Il tetto perdeva una goccia dopo l'altra, proprio dentro uno stivale giallo. E l'altro stivale era lì accanto.

«Eccoli!» gridò Pia.

Li svuotò con cura, uno alla volta, e li infilò ai piedi. Erano un po' freddi, come due pesciolini.

Poi corse fuori con l'ombrello rosso. Rana saltò nella prima pozzanghera e fece splash. Pia saltò nella seconda e ne fece uno più grande. Il bottone giallo si mise a ballare tra le onde.

Plin, plin, plin, cantava la pioggia sull'ombrello. Pia rise, e la pioggia continuò a cantare piano piano sul tetto di casa.