Fantasia e meravigliaItaliano
Il drago nel mulino
«Toc, toc, toc». Mina sentì bussare, piano piano, dentro il vecchio mulino. Posò il cestino delle mele e andò a vedere.
Il mulino di Mina girava al contrario quando nessuno lo guardava. Lo sapevano tutti, e a nessuno sembrava strano. Ma quel giorno non era il mulino. Dietro i sacchi di farina c'era un drago, piccolo come un cane, con le scaglie verdi e un po' impolverate.
«Non dirlo a nessuno» sussurrò il drago. «Il mio segreto è un uovo. L'ho perso, ed è rotolato qui dentro».
«Ti aiuto io» disse Mina. «Te lo prometto».
Il drago era lì solo per l'uovo. Non voleva altro, e non sapeva dove cercare.
Mina guardò sotto i sacchi. Niente. Guardò dietro la porta. Niente. «Un uovo, un uovo, dove sei, uovo?» cantò. Poi provò a chiamarlo, e il drago starnutì. Fece una nuvola di farina, e Mina diventò tutta bianca.
Allora si fermò e pensò. Se il mulino girava al contrario, forse anche le cose rotolavano al contrario!
«Dobbiamo guardare la ruota» disse. Ma appena la guardarono, la ruota girò piano nel verso giusto. Mina si voltò, finse di niente e socchiuse gli occhi. Dietro di lei sentì: «Ciuf, ciuf, ciuf». La ruota tornava indietro.
Mina si girò di scatto. Fra i denti della ruota c'era qualcosa di tondo e liscio, che saliva e scendeva con ogni giro.
«L'uovo!» gridò il drago.
Mina aspettò il momento giusto. Quando l'uovo arrivò in basso, lo prese con tutte e due le mani. Era caldo come una pagnotta appena sfornata.
Lo mise nelle zampe del drago. Dentro, qualcosa fece tic, tic.
Mina e il drago stettero zitti, vicini, nel mulino pieno di farina. Fuori la ruota girava, girava, e dentro l'uovo faceva ancora: tic, tic.