Fantasia e meravigliaItaliano
La piccola nave di Pino
— Ferma, ferma! — gridò Pino, saltellando sul ponte. — Il mio cappello vola via!
Pino era un piccolo pirata, e la sua nave era così piccola che stava in una vasca grande. Aveva una vela rossa, un timone di legno e un solo cappello nero con un teschio buffo. Quel cappello era il suo tesoro.
Quel giorno il mare era calmo, liscio come uno specchio. Ma un colpo di vento si alzò, e il cappello volò giù, plop, nell'acqua. Lì galleggiò piano, lontano dalla nave.
Pino tese il braccio. Non ci arrivava.
— Cappello, torna qui! — disse.
Il cappello non si mosse. Non c'era vento per spingere la nave, e la vela pendeva floscia.
Pino provò a remare con un cucchiaio di legno. Splash, splash! Ma la nave girò in tondo e il cappello restò dov'era.
— Uffa — disse Pino. — Ci vuole qualcosa di lungo.
Si guardò intorno. Vide la corda dell'ancora, col suo nodo grosso in fondo. La prese e la lanciò. Il nodo cadde vicino al cappello, ma lo spinse ancora più in là.
— Oh no — sussurrò Pino.
Allora si fermò e guardò meglio. Il cappello non stava fermo. Sotto c'era qualcosa che lo faceva ondeggiare su e giù, su e giù.
Da sotto il cappello spuntarono due occhietti tondi. Era una piccola tartaruga, che portava il cappello come un tetto.
— Buongiorno — disse la tartaruga. — Io stavo andando a fare un giretto. Questo cappello è comodissimo.
— È il mio cappello — disse Pino. — Ma tu stai andando verso la riva, vero?
— Sì, proprio là.
Pino ebbe un'idea. Legò un'estremità della corda alla nave. Poi lanciò l'altra, piano piano, e la tartaruga la prese con la bocca.
— Va bene — disse lei. — Ti porto fin là.
E così la tartaruga nuotò, e la piccola nave la seguì, piano, piano, sull'acqua liscia.
Alla riva Pino riprese il cappello, lo mise in testa e sentì il bordo bagnato che gli gocciolava sul naso. Plic, plic, plic.