Fantasia e meravigliaItaliano
Una stella nel giardino
«Pic, pic, pic.» Qualcosa bussava piano contro il vaso dei gerani, e Nina lo sentì dal letto.
Corse alla finestra. Sul davanzale c'erano vasi di ogni misura: piccoli come una tazza, grandi come un secchio. In mezzo a loro, una luce tremava, gialla e tonda.
«Una stella!» sussurrò Nina. «È caduta nel mio giardino!»
Nina voleva una cosa sola: rimandare la stella in cielo prima che si facesse mattina. Quella stella doveva tornare a casa.
Scese in pigiama. La stella era vicina al vaso più grande e brillava poco poco.
«Ciao» disse Nina. «Ti rimetto su io.»
Provò con le mani, ma la stella era calda e scivolosa come un sapone. Plof, rotolò sotto una foglia.
Provò con il secchiello. La stella ci saltò dentro e fece un rumore forte: «DRIN!» Era un suono così grande che Nina si fermò, con il cuore che batteva. Poi la stella saltò fuori e il secchiello rotolò via.
«Uffa» disse Nina. «Così non va.»
Si sedette sull'erba e guardò. La stella si accendeva di più quando il vento passava. E ogni volta che si accendeva, un po' si alzava da terra, come una bolla.
«Aspetta» disse Nina. «Ti serve il vento!»
Prese il vecchio ventaglio della nonna, quello con le rose. Lo agitò piano, poi un po' più forte.
La stella si alzò. Salì sopra i gerani, sopra il vaso grande, sopra il tetto.
«Su, su, su» cantò Nina, e il ventaglio andava, su, su, su.
Su, su, su, la stella arrivò fino al buio del cielo e si fermò lì, in mezzo alle altre. Fece ancora «drin», ma lontano lontano, come un campanellino.
Nina tenne il ventaglio sul petto. Sul davanzale i vasi dormivano. Dal cielo veniva una lucina gialla, piccola, che le faceva l'occhiolino.