Fantasia e meravigliaItaliano
La capanna di Pia
Nella stanza di Pia c'era un letto grande e un tappeto morbido. Quel pomeriggio pioveva, e Pia voleva una capanna di coperte.
«La faccio io da sola», disse al suo orsetto Tombo.
Prese la coperta gialla e la buttò sulle sedie. Ma la coperta scivolò giù, fruscio, e si afflosciò per terra.
«Riproviamo», disse Pia.
Mise la coperta sul tavolino, poi sul bracciolo del divano. Ogni volta la coperta scivolava giù. Tombo cadde a pancia in su.
Pia si sedette e sbuffò. Poi guardò la stanza. Vide la libreria con i libri in fila, e i libri erano pesanti.
«Ecco!» disse.
Distese la coperta sulle sedie. Mise un libro grosso su un angolo, un altro libro sull'altro angolo, e un terzo sul lato. Poi tirò un po' la coperta. Questa volta non scivolò.
«Ha fatto il tetto!» disse Pia.
Ci mise sotto un cuscino, la torcia e Tombo. Poi strisciò dentro anche lei. Dentro era giallo e silenzioso, e si sentiva solo la pioggia sul vetro.
Ma i libri si mossero. Un angolo si piegò, e dal tetto uscì un piede. Non era il piede di Pia. Era una zampa pelosa e nera.
«Miao», disse il gatto Briciola, e si infilò nella capanna. Era entrato a cercare un posto caldo. Si girò tre volte e si accoccolò sul cuscino.
«Quello è il posto di Tombo!» disse Pia.
Briciola non rispose. Faceva le fusa, e la capanna intera tremava piano.
Pia rise. Si sdraiò vicino a lui, con Tombo sotto il mento.
Fuori pioveva ancora, e dentro la capanna di coperte le fusa facevano brrr, brrr, sempre più lente.