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Famiglia e casaItaliano

Il cestino vuoto di Nina

Nella cucina della nonna c'era un orologio rosso sopra la porta. Il giorno del mercato correva avanti di cinque minuti, e nessuno si stupiva.

Nina era piccola, ma sapeva già portare le cose con cura. Quella mattina la nonna le disse: «Oggi facciamo la torta di mele. Tu porti le mele, va bene?»

«Sì, nonna! Le porto io!»

Ma il cestino sul tavolo era vuoto. E sullo scaffale non c'era nemmeno una mela.

«Le mele sono nel ripostiglio in fondo al giardino,» disse la nonna. «Io resto qui a scaldare il forno.»

Nina prese il cestino e uscì. In mezzo al giardino c'era una grande pozzanghera, larga come un tappeto. Nina provò a saltare. Plof! Un piede finì nell'acqua.

«Di qua non si passa,» disse. «Proviamo di là.»

Provò a girare intorno, ma c'era il fango. Squish, squish. Le scarpe diventarono pesanti.

Nina si fermò e guardò meglio. Lungo la pozzanghera c'erano due assi di legno, appoggiate accanto al pollaio. Una gallina beccava lì vicino. Era venuta solo a cercare vermi, e non guardò Nina nemmeno una volta.

«Ci sono! Un ponte!» disse Nina.

Mise le assi una dopo l'altra, piano piano. Poi passò sopra con il cestino stretto al petto, un passo alla volta.

Nel ripostiglio c'erano le mele, rosse e lucide. Nina ne mise dentro sei e tornò sul ponte. Un passo alla volta, senza far cadere niente.

In cucina la nonna guardò il cestino pieno. «Che belle mele! E hai le scarpe tutto fango.»

«Ho fatto un ponte,» disse Nina.

La nonna sorrise e tagliò la prima mela. Il forno era caldo, la cucina profumava di burro. Sopra la porta l'orologio rosso faceva tic, tic, tic, cinque minuti avanti, e la torta cominciò a gonfiarsi piano piano.