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Famiglia e casaItaliano

Il carrettino di Nonno Gino

Dietro la casa di Nonno Gino c'era un orto con una staccionata azzurra e una sedia a dondolo sotto il pero.

Lì abitava anche Teo, che aveva cinque anni e un cappellino giallo. Quel giorno Teo voleva una cosa sola: portare al nonno il cestino delle pere, tutto da solo.

«Quando sarà pieno, lo porterai tu», disse il nonno. «Io intanto annaffio i pomodori.»

Teo corse al pero. Raccolse una pera, due pere, tre pere. Ma il cestino aveva un buco sul fondo, piccolo come un bottone. Plin! Una pera rotolò fuori. Plin! Un'altra.

«Uffa», disse Teo. «Le pere scappano.»

Provò a tenere il cestino stretto contro la pancia. Ma le pere scivolavano lo stesso, e rotolavano giù per il sentiero come palline.

Provò a correre in fretta. Fu peggio. Ne perse quattro in un colpo solo.

Teo si sedette per terra. La sedia a dondolo, che dondolava piano perché il nonno si era seduto lì da poco, fece cigolare il suo piccolo cric-cric. Teo guardò il buco. Poi guardò il cappellino giallo, che aveva in testa.

«Ho un'idea!» disse.

Si tolse il cappellino e lo mise dentro il cestino, sul fondo. Era morbido e tappava il buco benissimo. Poi raccolse le pere una per una, anche quelle del sentiero, e le posò sopra il cappellino.

Questa volta nessuna pera scappò.

Teo portò il cestino fino ai pomodori, camminando piano piano.

«Nonno, guarda! Sono tutte qui!»

Il nonno guardò dentro e rise. «E il tuo cappellino?»

«Sta sotto a fare il tappo», disse Teo.

Si sedettero insieme sulla sedia a dondolo, con il cestino in mezzo. Il nonno prese una pera e la tagliò in due. Teo ne mangiò la sua metà, dolce e fresca, e la sedia fece cric-cric, cric-cric, sempre più piano, finché non si fermò.