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Famiglia e casaItaliano

Il gufo con una sola scarpa

Il gufo Tito aveva una sola scarpa, una scarpina rossa al piede sinistro. L'altra non l'aveva mai avuta, e a lui andava bene così.

Il giorno del trasloco, Tito stava sul ramo vecchio e guardava il camion dei traslochi, che portava via la sua casa pezzo per pezzo. Voleva una cosa sola: trovare la sua scarpina rossa nella casa nuova, e metterla vicino al letto, come sempre.

«Tito, è ora di andare», disse la mamma.

Nella casa nuova c'erano scatoloni dappertutto. Tito li aprì uno per uno. Dentro c'erano tazze, libri, un cucchiaio lungo. La scarpina non c'era.

«Dov'è la mia scarpina?» chiese Tito.

«Sarà in qualche scatola», disse la mamma, e andò a cercare il pentolino.

Tito cercò sotto il tavolo. Cercò dietro la porta. Aprì un altro scatolone e... plof! Ne uscì una nuvola di carta di giornale. Tito starnutì: «Etcì!»

Ma niente scarpina.

Si sedette sul pavimento, stanco. La casa era grande e vuota, e ogni cosa sembrava appartenere a qualcun altro.

Allora Tito provò un'altra strada. Chiuse gli occhi e si ricordò cosa faceva ogni sera nella casa vecchia. Prima si lavava il becco. Poi si metteva il pigiama. Poi toglieva la scarpina e la appoggiava... sul piede.

Sul piede!

Tito riaprì gli occhi e guardò in basso. La scarpina rossa era lì, al suo piede sinistro. Non l'aveva mai tolta, nemmeno per il viaggio.

«Mamma! L'ho trovata!» gridò. «Era addosso a me!»

La mamma rise così forte che le caddero le penne dal cappello. «Allora è già arrivata, la tua scarpina.»

Quella sera il letto di Tito era sotto una finestra nuova. Fuori c'era un ramo che non conosceva. Tito allungò il piede rosso fuori dalla coperta, e dal ramo nuovo una civetta lontana fece: «Uhu». Tito rispose piano: «Uhu». Poi chiuse gli occhi, e il piede rosso si scaldò sotto la coperta.