Animali e naturaItaliano
Le stelle di Lia
Lia, la balena, voleva contare tutte le stelle prima di dormire.
Quella sera il mare era nero e liscio, e il cielo era pieno di puntini luminosi. Lia alzò la testa fuori dall'acqua.
«Una, due, tre...» cominciò.
Ma le stelle brillavano e tremavano. Quando Lia arrivava a quattro, una stella si spegneva. Poi si riaccendeva un po' più in là.
«Uffa! Non stanno ferme» disse Lia.
Sulla sua schiena dormiva un gabbiano di nome Gino. Aveva trovato lì il posto più morbido del mare, e non voleva essere svegliato.
«Shhh» borbottò, con il becco sotto l'ala. «Io sto dormendo, e tu fai troppo rumore.»
Lia ci riprovò. Contò più forte, e la sua voce fece onde sul mare. Le onde dondolarono anche le stelle che stavano nell'acqua, e adesso erano il doppio, e ballavano.
«Una, due, tre... ma quante sono?»
Allora provò a battere la pinna a ogni stella. Plof, plof, plof! Gino saltò su, tutto arruffato.
«Ehi! Io qui sto dormendo!»
«Scusa, Gino. Sto contando.»
«Le stelle non si contano così» disse il gabbiano, e si riaddormentò.
Lia restò zitta. Guardò il mare. Le onde che aveva fatto lei erano ancora lì, piccole piccole, e le stelle ballavano con loro.
Fu allora che Lia ebbe un'idea. Smise di battere la pinna. Smise di parlare. Restò ferma come un'isola, e il mare restò fermo con lei.
Piano piano, le stelle nell'acqua si fermarono. Anche quelle in alto sembravano più calme, come lucine su una torta.
«Una» sussurrò Lia.
La stella restò dov'era.
«Due.»
Restò anche la seconda.
«Tre... quattro... cinque...»
Contò sempre più piano, e le stelle la aspettavano. Arrivò a venti. Poi a trenta. Poi gli occhi le si chiusero da soli.
Dal suo naso uscì un lungo soffio: «Pffff». Le gocce salirono in alto, brillarono un momento e ricaddero sul mare, una per una, come piccole stelle.
Gino, sulla sua schiena, si strinse nell'ala e sorrise nel sonno.