Animali e naturaItaliano
La banderuola del tetto
In fondo all'orto, tra le zucche grandi come pance, c'era una casetta con una banderuola sul tetto. Quella banderuola indicava sempre la cosa che qualcuno aveva perso in giardino.
Nina, la gattina, era piccola e molto curiosa. Quella mattina voleva solo una cosa: la sua palla rossa con il campanellino.
«Dov'è finita?» disse. «Banderuola, aiutami tu.»
La freccia girò, girò e si fermò verso le zucche.
Nina corse laggiù. Guardò sotto una foglia. C'era solo una lumaca.
«Scusa» disse Nina. La lumaca non rispose, perché stava dormendo.
Nina guardò dietro un vaso. Niente. Guardò dentro un secchio. Niente, a parte un ragno che la salutò con una zampa.
Allora tornò sotto il tetto. La freccia adesso indicava un po' più in là, verso la siepe.
«Si muove» pensò Nina. «Allora anche la mia palla si muove!»
Si sedette, tirò su le orecchie e stette zitta. Il giardino faceva piccoli rumori. Foglie, vento, un grillo.
E poi: drin, drin.
Nina saltò su. Seguì il suono fino alla siepe, piano piano, un passo alla volta. Là sotto c'era un riccio con una montagna di foglie secche.
«Ciao» disse il riccio. «Io sono Pico. Sto preparando il letto per l'inverno.»
E sotto il naso aveva la palla rossa. Drin, drin.
«Quella è mia» disse Nina.
«Ah!» disse Pico. «Rotolava da sola. Pensavo fosse una mela. Volevo metterla nel mio letto, perché è tonda e fa un bel suono.»
Nina ci pensò. «Facciamo così: ti aiuto con le foglie, e la palla la teniamo qui insieme.»
Così fecero il letto, foglia dopo foglia. Alla fine Pico si arrotolò dentro, Nina si accoccolò accanto, e la palla rossa dondolò tra loro.
Drin, fece. Drin. E poi più piano, quasi niente.