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Animali e naturaItaliano

Il cancello che canta

— Hai sentito, Nina? Il cancello ha cantato! — disse papà.

Nina lo aveva sentito. Il cancello del giardino non faceva mai "cric". Faceva una piccola canzone: do, re, mi. Era così da sempre, e nessuno lo trovava strano.

Ma quel giorno la canzone aveva un'aria diversa. Fuori dal cancello c'era uno scatolone, e dentro lo scatolone c'era un cucciolo. Era piccolo, color biscotto, con un orecchio dritto e uno storto.

Nina voleva una cosa sola: che il cucciolo restasse con loro. Ma lui non voleva uscire dallo scatolone. Stava lì in fondo, con il naso nascosto.

— Vieni, cucciolo, — disse Nina. — Vieni a vedere la tua casa.

Niente. Lei provò con un biscotto. Il cucciolo lo guardò e non si mosse. Provò con la sua palla rossa. Il cucciolo chiuse gli occhi.

— Ha paura, — disse papà. — Tutto qui è nuovo per lui.

Nina si sedette sull'erba e pensò. Poi sentì il cancello: do, re, mi. Il vento lo spingeva piano, e il cucciolo aveva alzato l'orecchio dritto.

— Ti piace la canzone! — sussurrò Nina.

Allora si alzò, aprì il cancello e lo richiuse, piano piano. Do, re, mi. Lo riaprì. Do, re, mi. Ogni volta il cucciolo tirava fuori un pezzetto di muso in più.

Alla terza volta, Nina inciampò nel suo sandalo e il cancello fece un suono strano: do, re, fa-a-a-ac! Il cucciolo saltò fuori dallo scatolone, rotolò nell'erba e starnutì.

Nina rise così forte che si sedette di nuovo.

Il cucciolo le arrivò in grembo, con l'orecchio storto tutto arruffato. Annusò il biscotto e lo mangiò in un boccone.

Poi il vento spinse ancora il cancello. Do, re, mi. E il cucciolo, caldo sulle ginocchia di Nina, scodinzolò a tempo.