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Corpo e sensiItaliano

Il dentino di Lalla

Lalla stava dondolando sullo sgabello del bagno, con lo spazzolino in mano e la bocca piena di schiuma.

«Questa sera li lavo tutti da sola», disse. Voleva lavare ogni dente, fino all'ultimo. Poi Nonna Rina avrebbe spento la luce e le avrebbe letto la storia della volpe.

In bagno c'era un orologio rotondo, appeso sopra il lavandino. Non andava come gli altri orologi. Ogni sera, quando si lavavano i denti, correva avanti di cinque minuti. Nessuno ci faceva caso. Era fatto così.

Lalla spazzolò i denti davanti. Zip, zip, zip. Poi quelli di sopra. Poi quelli di sotto.

Ma sul fondo ce n'era uno che non si lasciava trovare.

«Dove sei?» disse Lalla. Spinse lo spazzolino più in là. Niente. Lo girò. Niente. Il manico le faceva il solletico alla guancia.

«Nonna, c'è un dente che scappa!»

«Allora guardalo bene», disse Nonna Rina dalla porta. Aveva in mano un asciugamano e doveva solo stendere il bucato. Non guardò nemmeno nello specchio.

Lalla provò ancora. Niente. Provò a fare la bocca grande, come un leone. Niente. Il dente restava nascosto.

Allora guardò l'orologio. La lancetta saltava, tic, tic, e correva già avanti. Le venne un'idea.

«Aspetta!» disse. «Se l'orologio va avanti, allora io vado piano.»

Fece un respiro. Spinse lo spazzolino adagio adagio, come un gatto sul divano. Sentì una cosa piccola e dura, in fondo in fondo.

«Eccolo!» gridò, con la schiuma che le colava sul mento. «Ti ho trovato!»

Lo strofinò in cerchio, un giro, due giri, tre giri.

Poi si sciacquò la bocca e sorrise allo specchio. I denti brillavano tutti, come piccole perle in fila.

«Pronti», disse.

Nonna Rina la prese in braccio. La luce si spense. Nel bagno buio restò solo il tic, tic, tic dell'orologio, sempre più lontano, mentre il lavandino gocciolava piano.