EmozioniItaliano
Il lampo di Nina
«Voglio la nonna, zio Berto, e la voglio adesso!» disse Nina.
Zio Berto, il guardiano del faro, non alzò la testa dal grande vetro della lampada. «Torna sabato, Nina. Io devo finire di lucidare prima che la luce se ne vada.»
Nina stava nella stanza in cima al faro, da dove si vedeva tutta la baia. Dall'altra parte dell'acqua c'era la casetta di nonna, con la finestra gialla. Nonna era andata a trovare sua sorella. Nina sentiva la sua mancanza come un buco nella pancia, e voleva solo una cosa: far sapere a nonna che pensava a lei, prima di sera.
Provò a salutare con le braccia. Nonna era troppo lontana per vederla.
Provò a gridare: «Nooonna!» Il vento prese la voce e la rimandò indietro. Da sotto, nell'orto, arrivò soltanto un «Cra!» di corvo.
Nina guardò giù. Lo spaventapasseri Gigio girava piano su se stesso, crrric, crrric, e si fermava sempre dove i corvi si radunavano. Adesso i corvi stavano tutti sul davanzale, a bocca aperta, a guardare il vetro lucido di zio Berto.
Il vetro brillava. Il sole, ormai basso, ci rimbalzava dentro.
«Brilla…» sussurrò Nina. Si frugò nella tasca e trovò il suo specchietto rotondo.
Lo girò verso il sole. Un lampo corse per la stanza e colpì zio Berto sul naso.
«Ehi!» disse lui, e starnutì.
«Scusa, zio!» Nina girò lo specchietto più in là, più in là, fino alla finestra gialla dall'altra parte della baia. Lampo, lampo, lampo.
Non successe niente. Il sole toccava già il mare.
Poi, laggiù, la finestra gialla fece un lampo. E un altro. Lampo, lampo, lampo, come un cucchiaio di metallo che saluta.
Nina rise forte. Il sole scivolò via, e la lampada del faro si accese con un ronzio caldo. Il suo raggio cominciò a girare sull'acqua. Nina teneva lo specchietto stretto nella mano, ancora tiepido, e la finestra gialla restava accesa.