EmozioniItaliano
Il sassolino di Nina
Nina era la bambina più piccola della scuola nuova, e l'unica con un sassolino in tasca. Lo teneva sempre nel pugno. Era liscio, grigio e un po' tiepido.
Quel giorno la scuola era nuova per lei. Nina voleva solo una cosa: giocare con gli altri bambini, che costruivano un castello di cuscini. Ma i piedi non si muovevano.
«Vieni, Nina!» disse una bambina con le trecce.
Nina fece sì con la testa. Poi si nascose dietro la porta.
Sulla porta c'era una scala di legno, che portava al ripiano dei giochi. Era una scala strana: scendendo era più lunga che salendo, e nessuno ci faceva caso. Nina scese un gradino, due, tre, tanti. Arrivò in un angolo con una grande scatola rossa.
Provò ad aprire il coperchio. Tirò. Non si apriva. Tirò più forte. Niente.
«Uffa» sussurrò.
Allora provò in un altro modo. Aprì il pugno e guardò il sassolino. Lo posò sul coperchio, piano, e il sassolino rotolò fino al bordo. Ticchete! Cadde in una fessura. Nina si chinò a guardare. Il coperchio aveva una piccola linguetta, nascosta sotto il bordo.
La spinse in su. Clic! La scatola si aprì.
Dentro c'erano tanti animali di stoffa: un orso, una rana, una giraffa con il collo storto. Nina li guardò uno per uno.
«Chi ha aperto la scatola?» chiese il bambino con gli occhiali. Era arrivato in punta di piedi.
«Io» disse Nina, a voce bassa. «Si apre da sotto.»
«Da sotto!» rise lui. «Nessuno lo sapeva!»
Nina prese la giraffa e gliela porgeva. Poi risalì la scala, che adesso era cortissima, con gli animali in braccio.
Dietro di lei i cuscini ballavano, la bambina con le trecce rideva. Nina si sedette sul tappeto, con il sassolino tiepido nel pugno e la giraffa sulle ginocchia.