Animali e naturaItaliano
Lucciola nella scarpa
Nella scarpa di Nina c'è una lucina verde che si accende e si spegne.
Nina sta nella casa sull'albero, sul ramo più largo dell'albero storto. Ogni sera d'estate guarda le lucciole ballare nel prato. Stasera vuole vederle tutte insieme, anche se ha un po' sonno.
«Ciao, piccola» sussurra. «Sei arrivata tardi.»
La lucciola si accende e si spegne. Poi vola sul davanzale della finestra.
Ma nel prato non c'è nessuna luce. Solo buio e grilli.
«Lucciole, venite!» chiama Nina. «Accendi, accendi, piccola luce!»
Niente. Allora prende la torcia, per far segno da lontano. Clic, clic. La torcia non si accende. Si è rotta oggi pomeriggio, quando è caduta dalla scala.
Nina si siede sul pavimento. La lucciola la guarda e si accende, piano.
«Tu ci sei» dice Nina. «Ma le tue amiche dove sono?»
Din! La campanella appesa al tetto suona da sola. Suona sempre così, quando il vento cambia strada. Nessuno ci fa più caso.
Ma stavolta la lucciola si gira. Si gira verso l'altra parte della casetta, quella senza finestra grande, solo con un buchino nella parete.
Nina ci mette l'occhio. Poi spalanca la bocca.
Dietro l'albero storto, dove il vento ha spinto tutto, c'è un prato pieno di lucine. Sono tantissime. Sembrano stelle cadute nell'erba.
«Erano di là!» dice Nina. «Stavano tutte di là!»
La lucciola si accende forte, una volta sola, e scivola fuori dal buchino. Va dritta dalle sue amiche, come una che arriva in ritardo alla festa.
Nina resta con la guancia contro il legno. Le luci salgono e scendono. Nella notte la campanella fa din, molto piano, e poi sta ferma.