Prime volteItaliano
Il dottore dei conigli
Nel bosco di Meleto c'era un ambulatorio con la porta rotonda, dipinta di verde. Ci abitava la dottoressa Brina, una lepre con gli occhiali sul naso.
Quel giorno Teo, un coniglietto piccolo, aspettava il suo turno. Aveva un po' di tosse e la mamma lo aveva portato a farsi visitare. Teo voleva una cosa sola: sentire il cuore con lo stetoscopio, come i grandi.
Ma la sala d'attesa era piena. C'era una gallina con il becco storto. C'era un riccio con una spina nella zampa. Poi arrivò una tartaruga, piano piano, e si sedette anche lei.
«Non è ancora il tuo turno, Teo» disse la mamma.
Teo aspettò. Poi aspettò ancora. Si mise a dondolare i piedi. Contò le piastrelle. Erano dodici.
«Uffa» sussurrò. «Quando tocca a me?»
Provò a bussare alla porta rotonda. Toc, toc! Ma la dottoressa Brina stava curando la gallina e non sentì.
Allora Teo ci pensò. Si guardò intorno e notò una cosa buffa. Ogni volta che qualcuno respirava forte, il campanellino sopra la porta faceva din.
«Il mio cuore fa lo stesso rumore!» pensò. Si mise una mano sul petto. Bum-bum, bum-bum.
Così Teo cominciò a fare il dottore lui. Si avvicinò al riccio e gli mise l'orecchio sulla pancia.
«Il tuo cuore fa bum-bum» disse. «Va tutto bene. Ti toglieranno la spina, e poi finito.»
Il riccio sorrise. Anche la gallina volle ascoltare, e la tartaruga pure. Tutti stavano zitti, con l'orecchio teso, e si sentivano i cuori che dicevano bum-bum, bum-bum.
La porta rotonda si aprì. La dottoressa Brina guardò la sala, tutta silenziosa e piena di orecchie.
«Che bel concerto» disse. «Chi è il prossimo?»
«Io» disse Teo, e saltò giù dalla sedia.
La dottoressa gli appoggiò lo stetoscopio sul petto, freddo freddo. Teo trattenne il fiato. E sentì, dentro le orecchie, il suo cuore: bum-bum, bum-bum.