Prime volteItaliano
Il cucchiaio che suonava
"Din, din, din!" Così faceva la campanella dell'asilo, e Teo la sentì dal cancello. Si fermò con la mano nella mano della mamma.
"Io non entro," disse Teo. "Prima voglio trovare quel din."
La mamma sorrise. "Va bene. Cerchiamolo insieme."
Teo voleva solo una cosa: avere un amico per giocare con i camion. Ma la stanza era piena di bambini che non conosceva, e tutti sembravano già amici.
Teo cercò la campanella. Guardò sulla porta: niente. Guardò sul tetto: niente. Poi la mamma dovette andare a lavorare, e lo salutò con un bacio sulla testa.
"Din, din, din!" Il suono veniva da un angolo. Teo si avvicinò piano e guardò dietro lo scaffale. Non c'era nessuna campanella. C'era una bambina con un cucchiaio di legno, che batteva su una pentola.
"Sei tu!" disse Teo.
"Io sono Lia," disse la bambina. "Faccio il temporale. Ma non viene bene. Mi manca la pioggia."
Teo ci pensò. Provò a battere le mani sul pavimento. Poc, poc. Sembrava un gatto che cammina. Non andava bene.
Provò con le dita sul tavolo, veloci veloci. Tic tic tic tic tic.
"Ecco la pioggia!" gridò Lia.
Din, tic tic tic, din, tic tic tic. Il temporale riempì tutto l'angolo. Arrivarono altri due bambini e si misero a ballare sotto la pioggia finta.
"Io ho un camion," disse Lia. "Ma serve un temporale per farlo partire."
"Din, din, din," rispose Teo, e prese il camion.
Fuori, la vera campanella suonò di nuovo. Teo non la sentì. Aveva le dita che correvano sul tavolo, tic tic tic, e il camion partì.