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Mestieri della comunitàItaliano

Il libro sul tetto

Mara aveva trovato un libro sul davanzale della finestra tonda, e il libro era caldo, come un pane appena sfornato.

Mara era la bibliotecaria. Il suo angolo preferito era quello sotto la finestra, con il cuscino giallo e la lampada storta. Ogni giorno, alla fine, si sedeva lì a leggere una pagina solo per sé.

Quel giorno però il cuscino era vuoto. Il libro caldo era rimasto sul davanzale, e sullo scaffale più alto c'era un buco: mancava la sua storia preferita, quella con la copertina rossa.

«Ma dove sei finito?» disse Mara.

Guardò in alto. Il libro rosso era lassù, in cima, tutto storto, a un passo dal bordo. Era troppo alto per lei. Mara si alzò sulle punte dei piedi. Niente. Prese la scopa e provò a toccarlo. Il libro dondolò un poco, ma restò dov'era.

«Tic, tic» fece la scopa sullo scaffale.

Allora Mara pensò: «Se non arrivo io, posso far scendere lui».

Portò il carrello dei libri sotto lo scaffale. Poi salì sullo sgabello, e dallo sgabello sul carrello. Il carrello fece «cigolìo!» e si mosse piano piano.

«Fermo, fermo» disse Mara, e lo tenne con un piede.

Fu allora che sentì un miagolio. Dietro il libro rosso c'era Pepe, il gatto della biblioteca, rannicchiato nel suo posto per dormire. Era salito lassù da solo, perché lo scaffale più alto era il più tiepido di tutti.

«Ah, ecco chi aveva scaldato il libro!» rise Mara.

Pepe sbadigliò e si stirò. Con una zampa spinse il libro rosso, senza accorgersene, e Mara lo prese al volo.

«Grazie, Pepe. Ma tu resta pure lì.»

Mara scese, un gradino alla volta. Si sedette sul cuscino giallo, sotto la lampada storta, e aprì il libro alla sua pagina.

Sopra di lei, Pepe faceva le fusa, e il rumore era piano e tondo come una pentola sul fuoco.